
Effetto alone e percezione del brand: perché un bel logo fa sembrare migliore anche il prodotto
Nel 2007 un gruppo di ricercatori di Stanford fece assaggiare a 63 bambini in età prescolare cinque coppie di alimenti perfettamente identici. Stesso hamburger, stesse patatine, perfino le stesse carote e lo stesso latte comprati al supermercato. Un'unica differenza: metà dei campioni era avvolta in un packaging McDonald's, l'altra metà in un incarto anonimo. Il risultato fu netto: i bambini preferivano in modo statisticamente significativo il sapore dei cibi che credevano provenire da McDonald's. Anche le carote. Anche il latte. Fermiamoci un attimo su questo dato: non stiamo parlando di preferire un logo, un colore o una confezione. Stiamo parlando di percepire un sapore diverso in due alimenti identici, solo perché uno dei due porta un marchio. Questo è l'effetto alone, uno dei bias cognitivi più potenti (e più fraintesi) tra quelli che governano la percezione del brand e le nostre decisioni di acquisto. In questo articolo vedremo da dove nasce, cosa dicono gli studi che lo hanno misurato, e perché tutto questo dovrebbe cambiare il modo in cui pensiamo al marketing, molto prima di pensare alla pubblicità.
















